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AURANO - 03-08-2020 -- Sfrattate e obbligate

al trasloco forzato. Con l’abbandono della montagna da parte dell’uomo, i ruderi di quello che un tempo era stato un alpeggio in Valle Intrasca, erano diventati la casa di tre vipere (vipera aspis, il nome scientifico della specie) femmine, due delle quali in procinto di partorire le proprie uova. Vivevano indisturbate in quel luogo sino all’arrivo (o, meglio, al ritorno) dell’uomo. Alla Corte Bavarone, alpeggio situato nel comune di Aurano, ai piedi del monte Zeda, sono infatti in corso i lavori di recupero di quei ruderi, nell’ambito del progetto “Ritornare”, con il quale il comune di valle intende rilanciare, in chiave moderna, attività zootecniche. Nei giorni scorsi gli operai della ditta incaricata della ristrutturazione delle baite hanno fatto la conoscenza delle vipere, informando il direttore dei lavori Renato Locarni. È stato così chiamato Lorenzo Laddaga, erpetologo (esperto di serpenti), che ha prelevato i tre esemplari e li ha liberati in un luogo distante, dove non è prevista la convivenza umana.

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