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VERBANIA - 25-09-2020 -- Le confezioni erano integre

e, data la quantità, era francamente impossibile affermare che il medicinale fosse per uso personale, tanto più che colui che lo possedeva non aveva, né prescrizione, né permesso all’importazione. L’uomo, un cittadino indiano passeggero dell’Eurocity 57, nel pomeriggio del 23 aprile 2018 venne sottoposto a un controllo della Guardia di finanza alla stazione ferroviaria di Domodossola. Aveva in tasca un biglietto che indicava la partenza da Francoforte e l’arrivo a Milano. Portava con sé una valigetta ventiquattrore dentro la quale i finanzieri rinvennero qualche centinaio di confezioni di pastiglie di viagra, di diverse case farmaceutiche, ma dal medesimo principio attivo. Ve ne erano, in totale, 5.253. Le pastiglie furono contate sequestrate con la collaborazione del personale della Dogana e l’indiano venne denunciato per la violazione delle norme sull’importazione dei farmaci. Processato al Tribunale di Verbania, è stato condannato a una pena di 4 mesi di arresto e 8.000 euro di ammenda, con il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione. Il pm Anna Maria Rossi aveva chiesto una pena più alta: 6 mesi e 8.000 euro. Il magistrato ha anche disposto la distruzione di tutte le pasticche di viagra che sono tuttora sotto sequestro.