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VERBANIA - 27-09-2020 -- Nella lettera di risposta

del dirigente non ci fu alcuna diffamazione verso la funzionaria. Assolto perché il fatto non sussiste è la formula con cui, venerdì, il giudice di pace di Verbania Filippo Bertozzi ha chiuso il procedimento per diffamazione che vedeva imputato il dirigente del comune di Verbania Vittorio Brignardello. È l’epilogo della lunga vicenda amministrativa innescata nel 2014 dal cambio di deleghe, operato dalla neoeletta sindaco Silvia Marchionini, tra i dirigenti dell’ente. Dopo aver assegnato il Suap – Sportello unico attività produttive, all’architetto Brignardello (che già l’aveva avuto in passato), togliendolo al comandante della polizia municipale Ignazio Cianciolo, questi fece un passaggio di consegne sui generis, scrivendo al segretario generale che, nel periodo pregresso, risultava il mancato incasso di oneri di urbanizzazione legati ad alcune pratiche di destinazione d’uso. La segnalazione finì in Procura, con un procedimento penale successivamente archiviato, ebbe risalto politico con un’interpellanza in Consiglio comunale, e suscitò un fitto scambio di corrispondenza tra uffici. L’architetto Brignardello, nel chiarire che cosa fosse accaduto con quelle pratiche, scrisse che le verifiche non toccavano a lui ma al Suap. La funzionaria responsabile del servizio, letta quella missiva, si sentì diffamata e sporse denuncia. La Procura di Verbania ha tratto a giudizio il dirigente per diffamazione. Nel processo tenutosi davanti al giudice di pace e nel quale la funzionaria non s’è costituita parte civile, sono stati ascoltati sindaco, assessore e dipendenti comunali. Al termine dell’istruttoria il pm Rosanna Zema ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Il giudice ha invece accolto l’istanza dell’avvocato Giuseppe Russo che, per la difesa, ha evidenziato come il fatto non sussistesse, optando per l’assoluzione con formula piena.

 

Corrispondenza con presunta diffamazione alla funzionaria: assolto il dirigente comunale