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VERBANIA - 13-10-2020 -- Assolto per tutti e due

i capi di imputazione: dai maltrattamenti in famiglia perché il fatto non sussiste, dalle interferenze illecite nella vita privata perché il fatto non costituisce reato. Ci sono voluti quattro anni e mezzo a un quarantaduenne ossolano per vedersi scagionato dalle pesanti accuse rivoltegli dalla ex che, al momento della rottura e dopo uno spiacevole episodio, s’era rivolta alla magistratura denunciando nove anni di maltrattamenti morali e di angherie. “Fingevo perché mi obbligava...” è stato il suo racconto, che non ha retto in aula, tanto che è stato lo stesso pm Anna Maria Rossi a smontare le accuse e a chiedere l’assoluzione. E, adesso, è la donna che rischia di finire alla sbarra per calunnia.

La crisi della coppia, che ha un figlio, esplode l’11 aprile del 2016. I due decidono di prendersi una pausa di riflessione, ma lui frequenta ancora il domicilio, di cui ha le chiavi. Una sera, pochi giorni dopo la separazione volontaria, vede sotto casa un’auto che non conosce. Sospetta che lei abbia un altro e, così, entra in casa insieme a due amici e la coglie in un rapporto con l’amante, riprendendola con il telefonino. Scattano le denunce che portano la Procura a contestare a tutti e tre il reato di interferenze illecite nella vita privata. Gli amici hanno già definito la loro posizione con la giustizia, patteggiando. Lui, invece, s’è trovato invischiato in una vicenda più ampia perché, dopo questo episodio, le denunce si sono arricchite con gli asseriti maltrattamenti in famiglia, fatti risalire addirittura al 2007, all’inizio della relazione.

Per quell’ingresso di soppiatto nell’intimità della compagna, lui è stato assolto. Quel tipo di reato, infatti, si configura solo in presenza di una violazione del domicilio. Ma, come ha detto il pm e ribadito l’avvocato della difesa, Giovanni Bonalumi, lui lì ci abitava ancora, frequentava la casa, ne aveva legittimamente le chiavi. “Sarà un fatto disdicevole moralmente – ha detto la difesa –, ma in diritto non ha rilevanza penale”.