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cota roberto

Premesso che le persone sensate

non devono sottovalutare gli aspetti sanitari collegati al Covid-19, ritengo che essere persone sensate voglia dire conoscere la realtà e ponderare bene le scelte tenendo conto dei vari interessi in gioco. Rifletto su questi punti: 

1) Il Covid esiste, ma per valutarne il vero grado di pericolosità occorre far riferimento al numero dei deceduti che non avevano in atto altre patologie. Il numero dei contagiati non significa molto in quanto lo stesso cambia anche con riferimento al numero dei tamponi effettuati. Ancora, se la malattia incide mortalmente soprattutto su alcune categorie di persone cosiddette “fragili“, le misure di protezione dovrebbero essere pensate, prima di tutto, per queste categorie (ad esempio over 70). Anche sulla questione dell’intasamento e della necessità di utilizzo delle terapie intensive, va fatta chiarezza e sarebbe il caso di dire pubblicamente, ad oggi, qual è il protocollo di cure in caso di Covid. Una domanda poi va fatta. Visto che la seconda ondata del virus era abbondantemente prevista, come mai non ci si è attrezzati per avere nuovi posti in terapia intensiva? Se è questione di risorse, per esempio, si sarebbe potuto evitare la spesa dei banchi con le rotelle...

2) Gli scienziati ed i medici svolgono un lavoro meritorio e delicato ed esprimono valutazioni importanti, ma non spetta a loro prendere le decisioni circa il lockdown (anche se ai politici fa comodo avere costantemente il loro paravento). 

3 )Non esiste solo il diritto alla salute (spesso invocato fuori luogo). Esistono i diritti di libertà individuale che non possono essere soppressi o fortemente limitati per lungo tempo attraverso lo strumento dei decreti. Certi editoriali melensi e l'enfasi che viene data al racconto della degenza di persone famose colpite dal virus toccano il cuore, ma la questione di cui sopra non può essere taciuta e traccia il confine tra le democrazie e le dittature. Gli uomini di cultura o presunti tali dovrebbero saperlo. Esiste anche il diritto di poter lavorare per mantenere la propria famiglia, soprattutto quando lo Sstato o gli altri livelli di governo non ti aiutano.

4) Il richiamo all'altruismo quando si richiedono i sacrifici va fatto con attenzione anche perché chi frequenta attualmente le stanze dei bottoni o i salotti televisivi sembra un po’ scollegato dal mondo reale. In Italia vi sono due grandi categorie di persone, quelli a stipendio garantito e quelli a stipendio non garantito (chi ha un’azienda, un'attività in proprio, i liberi professionisti, etc...) Non si può far ricadere nuovamente le conseguenze di un lockdown totale o parziale sulla seconda categoria (le misure adottate in queste ore peraltro hanno già avuto una forte incidenza). Non è solo una questione di giustizia, ma di oggettiva impossibilità del sistema di reggere. Sotto tutti i profili: economico, sociale e presto anche di ordine pubblico.
Buona domenica e buona settimana.

Roberto Cota