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VERBANIA – 19-01-2021 -- L’incidente accadde nella manovra del trattore, quando l’autista -colto da malore- toccò inavvertitamente i comandi del mezzo, che ruotò mandando lo spigolo della benna contro il ginocchio del collega, che si ferì finendo all’ospedale, insieme al conducente del veicolo da lavoro. Era l’autunno del 2018 e agli impianti di risalita della stazione sciistica di San Domenico gli operai stavano lavorando per l’inizio della stagione sciistica. Quel giorno, in particolare, erano in corso le operazioni di montaggio delle sedute della seggiovia. Che, smontate e riposte durante l’estate in una grande catasta protetta da una tela cerata, venivano pulite e sollevate per essere agganciate al cavo. Questa operazione si faceva con un trattore dotato di pala, un mezzo indispensabile per sollevare da terra ciascun pezzo, pesante più d’un centinaio di chili, e per portarlo in posizione.

L’infortunio sul lavoro fu davvero una casualità che, tuttavia, stando alle risultanze degli ispettori dello Spresal dell’Asl Vco, fu responsabilità dell’impresa e degli operai. Secondo i funzionari della sicurezza, infatti, la corretta procedura da adottare per ogni singolo pezzo della seggiovia consisteva nell’allontanarsi alternativamente dal trattore. Cioè, quando l’operatore lo manovrava, i colleghi dovevano stare distanti dalla benna; e quando gli stessi s’avvicinavano, lui doveva smontare dall’abitacolo e stare in disparte. Sulla base di queste osservazioni la Procura ha rinviato a giudizio il legale rappresentante dell’azienda e l’operatore del muletto. Il primo ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, il secondo ha optato per il dibattimento. In entrambi i casi il giudice, su richiesta della stessa Procura, li ha assolti stabilendo che non c’è alcun nesso di causalità tra il comportamento degli operai, le disposizioni aziendali e l’infortunio sul lavoro.