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DOMODOSSOLA - 12-04-2021 - L'artista Franco Rasma ripreso nel 1992 dall'obiettivo di Antonio Maniscalco. E' l'immagine che Museo Immaginario – L'École des Italiens e M.me Webb Editore propongono alla visione domani, martedì 13 aprile, da Sali & Pistacchi in Piazza Mercato a Domodossola.

Franco Rasma

“E dagli anni Ottanta "Mehr Licht!" è l'unico titolo per le mostre dedicate a Rasma: il manifesto di un'ossessione, un cortocircuito denso di fantasmi nel quale solo la ripetizione continuata può placare l’animo dell’artista. Perdersi per ritrovarsi e di nuovo perdersi, un girotondo a 360 gradi già predisposto per il ritorno al punto di partenza.
Mehr Licht! Più luce, sì, perché i dipinti di Rasma si materializzano di fronte allo spettatore attraverso elementi imprendibili, sono la luce e l’ombra a spartirsi lo spazio del supporto della tavola dando vita ad immagini e atmosfere impalpabili, prossime al ricordo evanescente del sogno. Mondi che rasentano il reale e traggono origine da universi lontani, sintetizzati in rappresentazioni minimali che prevedono l’utilizzo esclusivo della bicromia – nere le ombre, bianca la luce, appunto.
Tanto Rasma è asciutto nella pittura quanto è viscerale nella scultura, caratterizzata dalla ricorrenza del cemento: un materiale pesante, che non riflette luce bensì la ingloba, attirandola verso di sé. Così le teste scolpite dall'artista presentano sulle superfici esterne forme di casette, o di fiori torreggianti somiglianti a candelabri che illuminano l’oscuro, o ancora rami e forbici, una barriera che allontana lo spettatore richiamando l'immagine di una gabbia da cui non è possibile sottrarsi. È, in fondo, la condizione esistenziale dell’artista stesso, con la quale convive ricercando ed accettando un equilibrio fragile, pronto a frantumarsi in qualsiasi momento ma aperto alle possibilità di rigenerazione offerte dall'arte.

Testo tratto da Franco Rasma – Mehr Licht. Fondazione 107, Torino, a cura di Federico Piccari