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DOMODOSSOLA - 21-04-2021 - “Città per tutti” è questo il nome della lista civica che candida Antonio Ciurleo, giornalista, dipendente di Trenitalia, alla carica di sindaco.
"Abbiamo scelto questo slogan perché noi crediamo che Domodossola debba essere una città accogliente per tutti dove ogni giorno arrivano migliaia di persone provenienti da tutta l’Ossola per lavoro e si spera che fra non molto, torneranno anche i turisti", spiega Ciurleo che illustra in una nota alcuni punti del suo programma.
"Con 'città per per tutti' abbiamo voluto ribadire che il capoluogo ossolano deve essere pronto ad accogliere le varie anime della popolazione integrando le frazioni e la periferia con il centro cittadino".


QUARTIERI E GREEN
La nostra lista civica propone un progetto di una nuova Domodossola con l’istituzione di un servizio di trasporto pubblico che colleghi costantemente queste due realtà. Nel simbolo abbiamo cercato di portare graficamente il principio fondamentale della lista: centro e frazioni non sono cose a se stanti, ma si completano vicendevolmente. Proprio per questo i 5 pentagoni, che rappresentano i cinque quartieri domesi, si fondono proprio nel centro storico, rappresentato dal tracciato delle mura del pentagono Domese. Anche la scelta dei colori non è casuale: il simbolo è posizionato su uno sfondo verde che sintetizza la vocazione “green” della lista, con le politiche rivolte alle energie pulite, alla riduzione del traffico, alla promozione di attività rispettose dell’ambiente, alla promozione di stili di vita attenti.

E a proposito di immagine, le discariche che si scoprono in città, ultima quella sulla pista ciclabile dietro all’ex Indel, sono un brutto biglietto da visita.

LOCALI PUBBLICI
Mi auguro che anche a Domodossola si delibererà un’esenzione del pagamento dei dehors fino al 31 dicembre di quest’anno. Chi ha pagato dovrà essere rimborsato. Una soluzione, quella dell’esenzione, dal sottoscritto auspicata già con il comunicato stampa del 30 marzo scorso.

OSPEDALE
Dallo studio regionale emerge che ci saranno 250 posti per il nuovo presidio di Domo e 125 per quello di Verbania per un totale 375 posti. Considerato che un ospedale unico non può avere meno di 450 posti per garantire sostenibilità strutturale, consegue che sommati i 2 ospedali come prospettati, sono insufficienti al bisogno e non configurano sufficiente potenziamento, per cui il ricorso al privato è mobilità passiva non diminuirà. Sono da sempre un sostenitore della sanità pubblica, ma così facendo si svende al privato
Quali sono i tempi e siamo sicuri sul mantenimento dei 2 DEA visto che un DEA per norma richiama precise specialità. Il Castelli di Verbania così come previsto dallo studio dovrà, al contrario di come ipotizzato, prevedere le stesse specialità del nuovo ospedale di Domo per garantirsi il DEA. E il San Biagio che fine farà: venduto ai privati dopo tante battaglie della popolazione per il suo mantenimento?
Io continuo ad avere un mio sogno per la nostra Domodossola, una città per tutti.