VERBANIA - 07-05-2021 -- “La vede? L’auto è lì ma non possiamo prenderla, né i carabinieri possono sequestrarla finché non c’è l’autorizzazione di un magistrato”. Mentre il marito indica sullo schermo dello smartphone un preciso punto sulla cartina virtuale della provincia di Como, la moglie freme perché ha paura che, oltre al danno, subiscano anche la beffa. La coppia, residente a Verbania, è appena uscita da Palazzo di Giustizia. È l’ora di pranzo e ha bussato a più porte in Procura -la mattina aveva mandato il proprio avvocato- sperando che l’indagine avviata in questi giorni in seguito alla denuncia di truffa possa accelerare e avere un esito positivo. “I carabinieri, anche a Como, ci hanno detto che serve un’autorizzazione del pm – spiegano –. Siamo venuti qui per vedere se può essere data subito perché non c’è tempo da perdere e rischiamo un danno serio. Ma non abbiamo avuto risposta”.
La risposta che attendono è il rientro in possesso del suv che hanno venduto la scorsa settimana a un uomo che li ha truffati, consegnando loro un assegno falso da 30.500 euro. Suv che, per la prudenza del marito che non ha disattivato l’app che ne registra la posizione gps, sanno dove si trova. “Siamo stati ingannati – racconta –. Abbiamo messo in vendita su Autoscout.it una Bmw X2. Ci ha contattati una persona, che giovedì scorso è venuta qui da Brescia per vedere l’auto, pagarla e prelevarla. Ci ha dato un assegno che abbiamo portato in banca. La banca l’ha incassato, ci ha accreditato la somma sul conto e ci ha rilasciato la contabile. A quel punto siamo andati all’agenzia delle pratiche auto e abbiamo fatto il trapasso”.
Lunedì, però, quel denaro sul conto corrente non c’era più: “Abbiamo chiamato la banca e ci hanno detto che quell’assegno era nullo, un falso abilmente contraffatto che li ha inizialmente tratti in inganno”. Resisi conto d’essere stati truffati, marito e moglie sono andati a sporgere denuncia dai carabinieri mercoledì, segnalando il luogo in cui è cutodita l’autovettura. “Fortunatamente c’è il gps che ci indica dove si trova e che ci segnala se viene spostata. Riaverla è tutto quello che vogliamo, per evitare un’ulteriore beffa e non rimetterci più di 30.000 euro. Per questo chiediamo che si faccia in fretta”.
