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VERBANIA - 18-09-2021 -- “Continue divergenze” e “inconciliabili differenze”, sia di metodo, sia di merito. Stringate ma chiare, stanno nella lettera con cui ieri sera ha lasciato la giunta di Verbania le motivazioni che hanno spinto Giovanni Battista Margaroli a dimettersi da assessore all’Urbanistica.

La presa d’atto d’un rapporto ormai rotto col sindaco Silvia Marchionini, l’esponente del Pd l’ha maturata ieri, dopo che il primo cittadino aveva nominato Giovanna Agosti consigliere delegato alla Pianificazione territoriale. Una mossa studiata, che ha proprio lo scopo di accelerare quel ricambio nella giunta chiesto da Marchionini (oltre a Margaroli, nel mirino c’è il titolare dei Lavori pubblici Nicolò Scalfi, anch’egli ieri “affiancato” da un nuovo consigliere delegato) che il Pd -e in particolare il segretario cittadino Aldo Reschigna- ha cercato di evitare in tutti i modi e di procrastinare.

Al tira-molla del suo partito il sindaco ha risposto con una decisione provocatoria che ha sortito (a metà) l’effetto sperato e alla quale ora segue un messaggio distensivo. “Dare e ricevere la rinuncia ad un incarico amministrativo non è mai un fatto piacevole – commenta Marchionini, confermando le divergenze –. Continuerò a seguire il programma, a partire dal lavoro per la revisione necessaria del Piano Regolatore Generale, e affrontare i punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale in rapporto con la maggioranza consigliare che mi sostiene. Ringrazio Margaroli per la disponibilità data in questi due anni di lavoro”.

Sul futuro il primo cittadino prende tempo. “Nei prossimi giorni verificherò le scelte necessarie per continuare a rendere più funzionale il lavoro della giunta comunale al servizio della collettività con immutato entusiasmo e voglia di fare il bene collettivo”.

Le dimissioni dell’assessore sono accolte dalle minoranze come “una crisi di fiducia all’interno della giunta” secondo Giandomenico Albertella, e come il segnale di un “isolamento politico di un sindaco ormai non più in grado di governare la città e di un partito lacerato al suo interno” secondo il leghista Michael Immovilli.