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VERBANIA - 30-06-2022 -- Sarà un medico a stabilire se può essere sottoposto a un processo; se quando ha commesso i fatti in contestazione era capace di intendere; e se, diversamente, è socialmente pericoloso. Un’ossessione diventata un pesante stalking che va avanti da tre anni è ciò per cui un 44enne ossolano è a processo al tribunale di Verbania. Nel 2019 s’è invaghito di una ragazza di vent’anni più giovane, convincendosi, senza conoscerla di persona, né senza essere da lei incoraggiato, d’esserne il fidanzato. Da quel giorno, lui che sui social network si vanta d’essere l’uomo più bello e desiderato del mondo, ma anche d’aver avuto contatti con gli alieni, la perseguita. Le ha spedito mazzi di fiori a casa, l’ha seguita per strada, al bar, appostandosi anche al di fuori del luogo di lavoro, restando a fissarla. Attenzioni morbose, iniziate nel 2019 e che hanno portato la giovane vittima a rivolgersi alla polizia della locale stazione che, per tre volte l’hanno convocato e invitato a desistere da quel comportamento dal momento che, non solo non aveva con lei una relazione, ma che lei non era minimamente interessata.

Non attenuandosi le attenzioni e, anzi, aumentando la frequenza dei post su Facebook dell’ammiratore -in un profilo, peraltro, aperto a tutti- all’inizio del 2021 è stata presentata formale denuncia, che ha portato la Procura di Verbania ad aprire un procedimento penale per stalking, preceduto da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla ragazza. Avviato il processo, che ha portato al rinvio a giudizio, la situazione è peggiorata e la tensione è cresciuta, tanto che a inizio aprile il 44enne s’è presentato a casa del papà e della sorella della vittima, minacciandoli entrambi e picchiando il genitore, facendo scattare un secondo procedimento.

Dopo quell’episodio il giudice ha disposto la custodia cautelare, che gli agenti di polizia hanno eseguito con fatica, finendo a loro volta minacciati con un’ascia. Nel tentativo di entrare in casa, dove l’uomo s’era chiuso dentro, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso all’autoscala dei vigili del fuoco e un pompiere, spintonato, ha rischiato di cadere.

Da allora l’ossolano si trova in carcere a Biella, in condizioni instabili che hanno spinto il Tribunale, prima di aprire il dibattimento, a sottoporlo a una perizia psichiatrica. Il dottor Luigi Angelo Demori lo visiterà durante l’estate e presenterà la sua relazione per l’udienza del 22 settembre.