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MACUGNAGA - 19-10-2023 -- Vincenzo, Guglielmo e Nandi sono i tre temerari che andati alla riscoperta della miniera chiamata "trappola", a Pestarena. Il racconto che ne fa il sito amico de La Valle del Rosa, rimanda a un luogo "maledetto" che probabilmente nei secoli scorsi ha portato via molte vite.

Il nome è un pò inquietante e Vincenzo, presidente dell'ass.ne Figli della miniera, ci dice: "La leggenda narra che questa miniera in inverno non veniva coltivata per pericolo di valanghe.
una primavera, ci fu una scoperta allarmante... I primi minatori entrati dopo molti mesi, trovarono al suo interno uno scheletro di animale in decomposizione... Si trattava di un grosso orso, da qui probabilmente il suo nome".
Che sia questo l'origine del nome o la pericolosità nell'addentrarsi in certi periodi dell'anno, fatto sta che rimane quel velo di mistero che ogni miniera custodisce.
non facilmente accessibile come si vede dalle immagini, la trappola si trova a 40 minuti di strada dall'abitato di Pestarena e a 1200 mt di quota, in val Moriana e adiacente all'omonimo rio.
I tratti percorribili al suo interno sono vari per un totale di circa 4 km tra piano di carreggio e gallerie di ricerca. purtroppo non sono più agibili le coltivazioni dislocate su vari piani per molte parti franate che ne impediscono l'accesso.
I primi "assaggi" alla trappola, risalgono al 1783 da parte del capitano bartolomeo testoni, imprenditore di bannio anzino; successivamente subentrarono gli inglesi e poi la società ammi che proseguí l'attività fino al dopo guerra: da notare ancora le varie scritte sui muri risalenti a quell'epoca.
Grazie ai figli della miniera per mantenere vivi questi bellissimi ricordi!

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