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Luigi Fovanna Topolino

MONTECRESTESE -- 7-11-2023 -- Se ne è andato un pezzo di storia, di eroismo, di giovanile – anzi giovanissimo – impegno per la lotta di liberazione, perché Luigi Fovanna, nome di battaglia “Topolino” classe 1929 si è spento in questo inizio di novembre.

C’era voluto mezzo secolo, ma cinquant'anni dopo il valore di quel “bocia” partigiano venne riconosciuto con una Medaglia d'Argento al Valor Militare, decorazione assegnata a Luigi Fovanna che per tutti in quel difficile periodo di lotta partigiana era conosciuto proprio come “Topolino”, nome quanto mai appropriato per quel ragazzo appena quindicenne salito in montagna a dare il suo contributo alla Resistenza.

La Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 1995 riportò che con decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1994 n. 237/F, vistato dalla ragioneria centrale in data 7 novembre 1994, era stata concessa la seguente ricompensa al Valor Militare per attività partigiana: “Medaglia d'argento a Fovanna Luigi, nato il 22 novembre 1929 a Montecrestese. - Ardente patriota, si arruolava, malgrado la giovanissima età, nelle formazioni dell'Ossola, dove si distingueva in numerose occasioni per il suo ardimento e per la sua generosità nell'offrire il suo aiuto in ogni circostanza. Costretto ad espatriare perché menomato da una ferita subita nel corso di un'azione, decideva di rientrare, poco tempo dopo, nella sua formazione, presentandosi sempre come volontario, in numerose azioni di sabotaggio e, in modo particolare, in quella contro un treno armato tedesco. Durante il violento rastrellamento del marzo 1945, rimase in retroguardia per proteggere lo sganciamento della formazione, dando ancora una volta esempio di eroismo e capacità combattiva. Rimasto nuovamente ferito nello scontro, doveva essere trasportato a braccia dai suoi compagni e nascosto in un paese dove i tedeschi, avendolo cercato invano, infierirono con violenze ed incendi. Appena fu in condizioni di camminare, volle riprendere il suo posto di combattimento fino a liberazione avvenuta. - Ossola, 10 gennaio 1944 - 25 aprile 1945”.

Luigi Fovanna era fuggito di casa per andare in montagna con i partigiani e, raccontava, che quando “i miei sono venuti a prendermi, il comandante ha detto: fate pure, riportatelo a casa. Ma sappiate che gli piace stare qui, questo ci torna. E così è andata. Avevo quattordici anni.

“Topolino” aveva preso parte con la “Valtoce” – dove incontrò anche suo padre che militava a sua insaputa nella medesima formazione – prima alla liberazione dell'Ossola e poi alla sua difesa durante il contrattacco nazifascista, rimanendo ferito ad una gamba fra Ornavasso e Migiandone e riparando fortunosamente in Svizzera, arrivato al confine zoppicando per finire nel campo di quarantena a Bellizona.

Dalla Svizzera “Topolino” scappò quasi un mese dopo, in braghe corte e giacchetta mimetica, malamente ricoperto da un vecchio impermeabile di tela cerata della “Girola”, celando nel cappello da sciatore un messaggio che un altro giovanissimo partigiano di Domodossola internato oltre frontiera gli aveva affidato per la propria madre.

Nel capoluogo ossolano “Topolino” rimase per qualche tempo nascosto presso una zia che gestiva un negozio di lavanderia e successivamente entrò nel battaglione garibaldino “Brunetto”, operante nella zona di Pieve Vergonte.

Ad un mese dalla liberazione, il 25 marzo 1945 domenica delle Palme, durante un rastrellamento il Fovanna ripiegò con il proprio reparto da Pieve alla Valle Strona, scavalcando le montagne per scendere verso l'alpe Campo, nei pressi di Forno.

Durante l’operazione, mentre era di retroguardia, “Topolino” venne ferito e trasportato dai compagni a Forno in un edificio che fungeva da infermeria da campo, inutilmente ricercato dai fascisti che, seguendo le tracce di sangue, lo volevano catturare.

Al rifiuto del parroco don Zolla di consegnare il ferito la rappresaglia fu brutale, bruciando alpeggi e case e trucidando barbaramente una donna incinta madre di quattro figli ed un minatore inerme, estranei ai fatti.

Un mese dopo finiva la guerra e anche “Topolino” venne smobilitato, qualche anno dopo ritornò alle armi, ma per prestare servizio militare per la Repubblica Italiana e poi vennero gli anni del lavoro, quasi sempre all'estero in Paesi lontani, in Africa o Asia, come operaio specializzato per la “Girola” prima e per la “Società Acque Condotte” successivamente, fino alla meritata pensione.

Nei primi anni Novanta i Carabinieri salirono a cercarlo in frazione Spesc a Montecrestese dove abitava, ponendogli diverse domande e dicendogli che non c'era di che preoccuparsi, ma senza aggiungere altro.

La ragione di quella visita Luigi Fovanna la comprese solo quando lo informarono che sulla Gazzetta Ufficiale c'era il suo nome, perché il Presidente della Repubblica, a mezzo secolo da quei fatti, aveva concesso al partigiano “Topolino” la Medaglia d’Argento al Valor Militare.