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Lago Vannino copia

PIEMONTE – 18-11-2023 -- Ancora un anno vicino ai primati negativi della stagione precedente, questo è stato per il Piemonte l’inverno 2022 2023 dal punto di vista dell’innevamento. La conferma è giunta dal "Rendiconto nivometrico 2022-2023 in Piemonte e Valle d'Aosta ", presentato venerdì a Torino
Come spiegato dal direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero: "Il rendiconto nivometrico è un appuntamento annuale importante per far conoscere l'evoluzione della montagna dal punto di vista dell'innevamento, della stabilità del manto nevoso, delle temperature montane e degli incidenti che purtroppo sono ancora numerosi nelle Alpi piemontesi. La variabilità dei fenomeni meteorologici è superiore rispetto al passato e le valutazioni sono più complesse. Lo studio di tutte le componenti che influenzano l'inverno montano è sempre più importante per conoscere i pericoli e migliorare la le capacità di valutare i rischi". Tra gli ospiti Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana: "Il bilancio nivometrico e climatico dell'annata 2022-23 è purtroppo negativo – ha confermato -: scarso innevamento, temperature elevate, ingenti perdite di massa dei nostri ghiacciai, sintomi inequivocabili del riscalamento globale".
L’inverno passato sfiora i record e finisce sul podio. Per la sommatoria di neve fresca da novembre a maggio è stata registrata una carenza significativa, arrivando al 3° posto tra le più "gravi" degli ultimi 60 anni, con valori di deficit rispetto alla media del -40-50% in tutti i settori alpini regionali, a tutte le quote, con punte superiori al -60% di neve fresca in meno sulla stagione.
Sulle Alpi ossolane, i rilevamenti hanno interessato la Formazza e l'Antrona. Al Vannino (2177 metri) il valore medio da novembre a maggio negli anni 1981-2020 era di 573 centimetri, nell'inverno 2022-23 è stato di 320, ovvero del 47% in meno. In valle Antrona, ai 1500 metri di Cavalli il deficit rispetto alla media è stato di circa il 65% con 118 centimetri registrati contro i 319 della media, mentre a Camposecco (2320 metri) il calo è stato prossimo al 47% con 314 centimetri contro i 594 della media dei 40 anni precedenti.
Per quanto riguarda le precipitazioni, sull'intera regione, l’inverno è stato poco piovoso rispetto alla media, con una precipitazione media di 111.7 mm, ed un deficit di 34.9 mm (pari al 24%) rispetto al periodo 1991-2020, ma con una primavera che è stata più piovosa rispetto alla media, con una precipitazione media di 329.3 mm e un surplus di 34.6 mm (pari al 12%).
Il mese di maggio ha regalato abbondanti precipitazioni interrompendo e colmando in buona parte il deficit idrico portato dal lungo periodo di siccità che perdurava da più di un anno. Anche per quanto riguarda le temperature l’inverno 2022-2023 è stato sul Piemonte il 9° più caldo degli ultimi 65 anni, con una anomalia positiva di temperatura media di +1.1°C.
Le precipitazioni nevose contenute hanno influenzato il grado di pericolo valanghe su tutti i settori dell'arco alpino piemontese che ha visto principalmente i gradi 1-Debole e 2-Moderato sia alle quote più elevate che a quelle inferiori. Pochi gli episodi in cui è stato raggiunto il grado 4-Forte e solo alle quote più elevate in particolare dei settori occidentali e meridionali nei mesi di gennaio e a cavallo tra febbraio e marzo.
La stagione invernale 2022-23 è stata caratterizzata da un numero rilevante di incidenti in valanga: in Piemonte e Valle d’Aosta sono stati complessivamente registrati 24 incidenti con 9 vittime.
Solo in Piemonte gli incidenti in valanga sono stati 9, 3 in più rispetto alla media degli ultimi 40 anni. Il totale delle persone travolte ammonta a 32 di cui 24 sono rimaste illese, 7 ferite e 1 deceduta; il problema valanghivo più ricorrente è stato ancora una volta quello della neve ventata.
Quattro incidenti sono avvenuti quando il grado di pericolo era 2-Moderato e 5 incidenti sono avvenuti in corrispondenza del 3-Marcato. Gli incidenti sono avvenuti per la maggior parte a quote medie (ovvero comprese tra 2000 m e 2500 m) e a quote medio-elevate (tra 2500 m e 3000 m). Non sono stati registrati incidenti sotto i 2000 m mentre 1 solo caso su 9 è avvenuto sopra i 3000 m di quota. Fatta eccezione per un incidente (avvenuto in fuoripista), la quasi totalità ha interessato scialpinisti: di questi 6 casi su 8 in salita (un caso a piedi e con gli si sullo zaino) e 2 casi su 8 in discesa.