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PIEMONTE - 13-12-2023 -- Nel III trimestre 2023 l’industria manifatturiera piemontese mostra andamenti fortemente differenziati a livello territoriale. Solo Torino, Cuneo e Verbania segnano risultati ancora positivi. Sono i dati della 208ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” diffusi da Unioncamere e realizzata in collaborazione con gli Uffici Studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di ottobre e novembre 2023 con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2023 e ha coinvolto 1.857 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 98.443 addetti e un valore pari a circa 60 miliardi di euro di fatturato.
In un contesto caratterizzato da prospettive economiche internazionali molto incerte, condizionate dall’acuirsi delle tensioni geo-politiche e dalle sfavorevoli condizioni finanziarie per famiglie e imprese, nel III trimestre 2023 il tessuto manifatturiero piemontese ha mostrato i primi segnali di rallentamento. Le dinamiche settoriali e territoriali appaiono fortemente eterogenee: accanto a settori che continuano a manifestare dinamiche positive, quali i mezzi di trasporto e la meccanica, si rilevano, invece, per altri, le prime contrazioni.
Complessivamente nel periodo luglio-settembre 2023 la produzione industriale regionale ha segnato un aumento dell’1,0% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, la crescita acquisita per il 2023, quella che si otterrebbe se l’ultimo trimestre dell’anno registrasse una variazione nulla, risulta quindi pari al +1,3%.

Il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, commenta: “La produzione industriale, nel III trimestre 2023, registra purtroppo un rallentamento generale, segnando performance negative nel tessile-abbigliamento, nell’alimentare e nel settore legno. Un andamento atteso, che non è facilitato da un quadro socio-politico internazionale incerto. Come Camere di commercio regionali lavoriamo da tempo - in prima linea - sui temi della digitalizzazione e dell’internazionalizzazione: due strade fondamentali per far crescere i nostri territori e le nostre imprese”.
Il rallentamento nella crescita della produzione industriale (+1,0%) è stato accompagnato da una sostanziale stabilità dell’intensità dell’incremento registrato dagli ordinativi totali, aumentati complessivamente del 2,8%, grazie ad un trend particolarmente espansivo degli ordinativi esteri (+5,6%) e uno sviluppo più contenuto di quelli interni (+2,1%). Il fatturato totale segna una crescita del 1,5%, frutto di una dinamica piatta sul mercato interno (+0,0%) e una un po’ più brillante sul mercato estero (2,4%).

LE PROVINCE
Torino registra la crescita più elevata (+2,7%), grazie ai risultati positivi evidenziati dalle industrie meccaniche, dei mezzi di trasporto e dell’elettricità ed elettronica. Cuneo mostra un aumento della produzione del +1,4%, sostenuto dalla filiera metalmeccanica. Risultato positivo di lieve entità per il Verbano Cusio Ossola (+0,9%), frutto di andamenti eterogenei a livello settoriale (molto bene la rubinetteria e il valvolame, male il tessile). La manifattura alessandrina, penalizzata dal risultato dell’industria alimentare, evidenzia una diminuzione della produzione dello 0,7%. Asti, nonostante la buona performance registrata dal comparto delle bevande, segna un calo dello 0,9%. Segue, a poca distanza, Novara, con una flessione dell’1,1%, portata dai cali segnati dal comparto alimentare, da quello tessile e da quello chimico. Il risultato peggiore appartiene al biellese che, con un comparto tessile in forte contrazione, segna una flessione complessiva dell’1,8%.