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DOMODOSSOLA - 24-12-2023 -- Carissimi, siamo ormai a Natale e permettete che entri nell’intimità delle vostre vite, delle vostre famiglie, della nostra comunità e della città tutta per rivolgervi queste parole di augurio e di incoraggiamento.

Ognuno di noi sa, dentro di sé, con che animo arriva a questi giorni di festa. Chi, forse, senza essersene neppure accorto, preso magari da tante responsabilità; chi, magari, nella distrazione, chi con qualche peso o preoccupazione nel cuore; chi, invece, avendo avuto la possibilità di entrare in se stesso e vivere l’Avvento come un cammino di incontro...a Colui che ci viene incontro.

Qualunque sia lo stato del nostro animo e la condizione attuale della propria esistenza, davanti a quel Bambino che nasce e che, nella fede, è Cristo Signore, desidero con tutto il cuore aiutarvi a riaccendere in voi la gioia dell’annuncio dato dagli angeli ai pastori in quella notte di oltre duemila anni fa: “Oggi è nato per voi un salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,11)

E’ un annuncio di gioia che oggi si rinnova qui, per noi. Come? Prendendo quell’annuncio sul serio!
E’ chiaro che se il Natale viene “affogato” in cose che non gli appartengono, non perché siano cattive – tutt’altro –, ma perché sono altro rispetto all’annuncio del Natale, rischiano di non dire più nulla. Se invece quell’annuncio è preso sul serio, se viviamo il Natale per quello che è, cioè la celebrazione sacramentale della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, allora cambia la prospettiva.
Se siamo affaticati, preoccupati, non saranno certo le luci esteriori a farci ritrovare la pace del cuore. La pace la si può recuperare lasciandoci trovare da questo Dio che da sempre è in cammino e cerca ognuno di noi.

La Scrittura ci dice che superbo è colui che tiene il proprio cuore lontano da Chi lo ha creato; oggi possiamo tradurre questo nella distanza che frapponiamo tra noi e Dio soprattutto attraverso la violenza – fisica, verbale, psicologica – così diffusa nelle nostre relazioni.

Natale, allora, può essere l’occasione che ci è data per fare pace con noi stessi, col Signore, con le creature, coi fratelli che ci vivono accanto.
Dio è anche mistero: che queste feste riaccendano in ognuno il desiderio e il bisogno di scandagliare questo mistero! “Mostrami il tuo volto”, dice il salmista: il volto di Dio è Cristo Signore; il volto di Gesù diventa il volto di ogni nostro prossimo! Solo se teniamo insieme questi passaggi possiamo davvero entrare in relazione col mistero di Dio.

Il mio augurio si fa preghiera per tutti voi.
Prego per le famiglie di chi è rimasto senza lavoro, o di chi è oppresso da un lavoro ingiusto. Penso alle persone più povere che vivono nell’incertezza dell’oggi e del domani: per tutti chiedo la grazia del rispetto della dignità di ciascuno e dell’aiuto fattivo e discreto da parte della comunità. Prego anche per tutti coloro che sono capaci di fare impresa, perché sappiano creare lavoro e rendere molte persone partecipi delle loro opere buone.
Prego per gli ammalati e gli anziani, per coloro che non hanno potuto avere cure capaci di sanare, per coloro che ormai hanno perso la gioia di vivere, o che maggiormente sperimentano la solitudine: per tutti chiedo l’aiuto del Signore che si è fatto incontro a ogni uomo perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
Penso a tutte le famiglie che ogni giorno pregano con fiducia, perché sappiano offrire alle nuove generazioni una bella testimonianza di fede. Penso alle famiglie ferite negli affetti e prego perché il balsamo del perdono le renda

capaci della speranza di una nuova e più convinta ripresa, mentre dove la ripresa non appare ormai più possibile, possa maturare un abbandono sincero nelle mani del Signore, dalle quali nessuno potrà più essere strappato. Prego per le nuove generazioni: per i giovani che vivono intensamente la propria fede e per coloro che cercano la verità con cuore sincero. Una preghiera particolare per tutti i giovani che sono distratti dalla via del bene, perché la stella di Betlemme che brilla nell’intimo della loro coscienza possa portarli all’incontro con Gesù.

Prego perché questa inesauribile storia di violenza di guerra presente in varie parti del mondo ci racconta che abbiamo bisogno di una Pace vera e duratura.
Allora auguri di buon Natale, carissimi!

A coloro che si dicono cristiani rinnovo l’esortazione a prendere sul serio l’annuncio che Dio si fa uomo. A chi non si ritiene cristiano, l’augurio è che possa restare incuriosito dalla figura di Gesù di Nazareth, come quei greci di cui parla il Vangelo, che chiedono a Filippo: “Vogliamo vedere Gesù”. Sarà Lui, poi, a lavorare nel cuore di chi lo cerca. Buon Natale!