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BACENO - 20-06-2022 -- Giorgio Buccellati è un archeologo di fama mondiale. Insieme alla moglie, Marilyn Kelly, ha guidato gli scavi archeologici che hanno riportato alla luce in Siria l’antichissima città di Urkesh, fondata dagli Hurriti e dimenticata da più di tremila anni. È molto legato alla Valdossola: basti pensare che dal 2018 ha promosso un progetto educativo e culturale, intitolato “Archeologia per un futuro giovane”, che ha portato la scuola media domese “Floreanini” a collegarsi con un istituto scolastico di Qamishli, cittadina siriana vicina a un importante sito archeologico. Di recente è arrivata la notizia di un riconoscimento internazionale ottenuto dai coniugi Buccellati: il “Premio Balzan 2021 per arte e archeologia del Vicino Oriente Antico”, promosso dall’omonima fondazione intitolata al giornalista Eugenio Francesco Balzan (1874 – 1953). La motivazione del premio si riferisce ai “successi ottenuti nello studio della cultura urrita”, che l’hanno fatta conoscere come “fondatrice di una grande civiltà urbana, tra le più fiorenti del Vicino Oriente Antico nel terzo millennio a.C.”, ma anche al fatto che i due studiosi hanno promosso l’approccio digitale allo studio dell’archeologia; “per aver coltivato gli approcci teorici a questa disciplina”, si legge nelle motivazioni stesse. Giorgio Buccellati e Marilyn Kelly Buccellati riceveranno il premio a Berna il prossimo 22 luglio insieme a diversi altri studiosi di tutto il mondo, tra i quali figura anche un’altra Italiana, Alessandra Buonanno, premiata ricerche di Fisica e Astrofisica. Ogni anno la Fondazione Balzan mette in palio quattro premi internazionali, due nel campo delle lettere, scienze morali e arti, altri due in quello delle scienze fisiche, matematiche, naturali e della medicina. Per regolamento, metà dei 750 mila Franchi svizzeri del premio (circa 724.000 Euro), dovranno essere destinati alla ricerca e specificamente a progetti condotti da ricercatori giovani. La Fondazione si prefigge infatti di privilegiare filoni di ricerca nuovi o emergenti e di sostenere ambiti di studio importanti, ma trascurati dagli altri grandi riconoscimenti internazionali. Oltre a ciò, intende promuovere le più meritevoli iniziative umanitarie, di pace e di fratellanza tra i popoli. Quest’ultimo particolare ci riporta al progetto didattico fra Domodossola e la Siria, intitolato “Archeologia per un futuro giovane”, che a novembre 2020 ha ottenuto, insieme ad un’iniziativa culturale estone, il Premio Speciale “ILUCIDARE”, messo in palio dall’omonimo consorzio nell'ambito degli European Heritage Awards / Europa Nostra Awards, promossi da Europa Nostra in collaborazione con la Commissione Europea. “ILUCIDARE” è un progetto finanziato dall'U.E. che promuove il patrimonio culturale come risorsa di innovazione e cooperazione internazionale. Lo scambio culturale fra studenti italiani e siriani era stato raccontato anche in una mostra del Meeting di Rimini, nel 2018. In quell’occasione avevamo intervistato Giorgio Buccellati (http://www.ossola24.it/index.php/17116-siria-riapre-il-museo-nazionale-presente-un-pezzetto-d-ossola ) Il legame fra il celebre archeologo e la Valdossola non si esaurisce qui: quando, insieme a sua moglie, ha dato vita all’Associazione per la Valorizzazione dell’Archeologia e della Storia Antica (AVASA), ha scelto di collocare la sua sede a Baceno e bacenesi sono alcuni membri dei suoi organi direttivi. "Le origini di questa decisione risalgono a quando studiavo all’Università Cattolica di Milano – spiega lo stesso Buccellati – L’Assistente ecclesiastico, don Luigi Villa, aveva trovato una casa in frazione Graglia a Baceno e venivamo su. Io l’ho fatto per due anni, poi sono andato all’estero ma il legame con Baceno è rimasto. Quando ci sono tornato con mia moglie e mio figlio abbiamo prima affittato, poi comprato una casa a Beola. È una zona molto abitata, dove abbiamo anche molti amici, c’è una vita locale intensa e siamo ben collegati per i viaggi che facciamo, grazie alla ferrovia e all’aeroporto di Malpensa". I coniugi Buccellati, nonostante l’età avanzata, sono ancora in piena attività. Il loro progetto con la scuola “Floreanini” ha subito una pausa ma loro vogliono farlo ripartire. Non solo; lo hanno esteso a diverse scuole in giro per l’Italia. Fra queste, anche le Primarie di Baceno, in cui hanno tenuto in incontro con i bambini pochi giorni fa. Intanto, stanno trasformando Beola in una specie di centro di ricerca di livello internazionale; fra agosto e settembre prossimi vi terranno una serie di giornate di studi. In Siria stanno cercando di mantenere viva la presenza sul territorio degli scavi archeologici. Buccellati descrive con orgoglio il ruolo che essa svolge nel sottrarre giovani alle spire dell’estremismo e del terrorismo. Le popolazioni locali sono pienamente coinvolte nella tutela e valorizzazione del loro patrimonio storico. "Fino a prima del Covid – racconta – avevamo dei tour organizzati, facevamo conferenze nei villaggi. Un’esperienza cominciata proprio durante gli anni della guerra; l’abbiamo sospesa solo per il Covid. Molti altri siti sono stati abbandonati e ci è arrivato il vandalismo; i nostri invece sono curati. La gente di un villaggio vicino a un nostro sito ci ha chiesto il permesso prima di scavare un pozzo per combattere la siccità". I due studiosi hanno anche già deciso come usare i soldi del Premio Balzan. "Li impiegheremo tutti nella ricerca, non solo metà, come dice il regolamento - risponde subito Buccellati - Li useremo per un progetto che abbiamo sviluppato anche con l’Università Cattolica e il Politecnico di Milano: riguarda l’uso della tecnologia digitale non tanto per documentare le ricerche svolte, quanto per lo sviluppo di siti web che abbiano molti livelli di analisi portati avanti in maniera parallela, che siano in relazione l’uno con l’altro. Questo in un libro non è possibile; al massimo si possono creare note che rimandano a un altro libro o articolo; in un sito web si può avere tutta un’impalcatura di livelli all’interno del sito stesso o con altri siti creati in modo simile, una serie di argomentazioni in relazione dinamica fra di loro. Ciò dovrebbe tornare a sviluppare nei giovani una capacità che sembrano aver perso: mettere insieme fra loro cose che portino a scoprire ciò che non è ancora conosciuto. Oggi su internet i giovani tendono a non farlo più; tendono a concentrarsi sul già conosciuto".

Mauro Zuccari