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PROMO

DOMODOSSOLA - 09-10-2019 - Venerdì in

seconda serata su Rai3 andrà in onda in prima assoluta l’intenso e toccante docufilm realizzato da Alessandra Rossi e diretto da Mario Maellaro "Non far rumore". Girato principalmente in Svizzera, il film tocca anche la città di Domodossola con “la Casa del Fanciullo” e Osso di Croveo con “Il Treno dei bimbi”. Protagonisti, i racconti dei bambini, oggi adulti a cui è stata negata l’infanzia perché figli di emigrati. Storia vera, una pagina dimenticata dell’emigrazione italiana, si parlerà infatti di italiani in Svizzera che furono costretti all’epoca far vivere in clandestinità i propri figli.

Furono più di 2 milioni gli italiani che nel secondo dopoguerra emigrarono in Svizzera, purtroppo la legge elvetica ai tempi non prevedeva assolutamente il ricongiungimento familiare e per questa ragione dai 15 ai 30mila bambini vissero in clandestinità.

Tra i protagonisti principali di questo grande capolavoro, Toni Ricciardi in qualità di storico dell’emigrazione e autore di importanti libri su questo delicato tema, la sua testimonianza è stata molto importante come anche quella di Fabrizio Di Bernardino e Franco Stelitano, due ex ragazzi della Casa del Fanciullo di Domodossola. Un misto tra tristezza, solitudine e rabbia, è ciò che quei bambini, oggi adulti, portano ancora dentro sé, con tutti i segni di una ferita mai rimarginata.  Tra le testimonianze importanti anche quella di Nicoletta Bortolotti ospite quest’estate a Osso di Croveo al Treno dei bimbi, autrice di “Chiamami sotto voce” vincitrice del premio letterario Alvaro – Bigiaretti 2019 proprio sul tema dei così detti “Bambini Proibiti”.

Non ridere … non piangere ma soprattutto … 'Non far rumore' con questo documentario, si chiude un cerchio nel passato. Nella speranza che questa triste realtà non si ripeta mai più, un grazie infinito a chi ha voluto veramente crederci, un lavoro svolto con grande fatica e con grande amore che dà pace e giustizia a tutti quei bambini che hanno veramente avuto un’infanzia difficile", ci scrive uno di quegli ex bambini.