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vincent bistro

VERBANIA - 07-08-2020 -- Tra burocrazia, tasse,

balzelli e carte bollate, aprire un locale oggi è un atto di coraggio. Ancor di più se la scelta è maturata nel lockdown, quando i sentimenti comuni della categoria erano smarrimento e paura. Non, almeno, per la famiglia Baiardo, che mercoledì ha alzato per la prima volta la saracinesca del Vincent bistrò. All’angolo tra piazza Garibaldi e via Manzoni, dietro le grandi colonne del porticato d’ingresso d’un vecchio palazzo del lungolago, batte il cuore di una famiglia che, alla terza generazione, ha fatto di quest’attività una vocazione. Il trait d’union è nella denominazione del locale: Vincent. Vincenzo è il nome di nonno Baiardo che, insieme alla moglie Silvia Rossi lavora da decenni nel settore (gestiscono la gelateria La Fontana di Pallanza e hanno avuto altre attività), ma anche del nipotino, figlio di Olga -titolare del bistrò insieme al compagno Stefano Zara-, che s’è lanciata in questa avventura sorretta dai genitori e dalla sorella Ida. “Ho una laurea in giurisprudenza, ma questo mestiere l’ho nel sangue – racconta –. Mio papà lavora da 44 anni, mia mamma da 34. Io non ho mai rinunciato nonostante gli studi e ho una certa esperienza. Abbiamo fortemente voluto questo locale”.

La scelta della location è, inevitabilmente, caduta su Pallanza. “Abbiamo la gelateria in piazza, ma è un’attività stagionale. Volevamo qualcosa in più – prosegue –. Facevamo il filo a questo locale, che era un negozio sfitto, da sei anni. È stata mia mamma a insistere e a spingerci a prenderlo in affitto e trasformarlo”. Anche durante il lockdown? “Sì, perché siamo convinti di ciò che facciamo e abbiamo un’idea precisa di ciò che vogliamo, un locale di medio-alto livello con prezzi medio-bassi. Siamo partiti e, correndo come matti, in cinquanta giorni abbiamo fatto tutti. Siamo orgogliosi”.

Aperto dalle 7 di mattina all’una di notte, il bistrò guarda a una vasta clientela. “Abbiamo curato un allestimento particolare e di qualità, per il quale ringrazio le ditte Crs e Racchelli, nelle persone di Ettore e Renato. Così come Paolo e Stefano Giani della Giani srl. Puntiamo sulla qualità: la pasticceria viene da un laboratorio di Pallanza, a pranzo e cena abbiamo un bravo chef e proponiamo i migliori prodotti locali”.

Per la sera, pensando anche all’estate, sono già state organizzati quattro appuntamenti musicali. “Nei venerdì d’agosto proponiamo il jazz. Del resto il posto di presta bene per eventi simili”. Con un luminoso interno e un ampio dehors, il Vincent guarda direttamente verso il lago. “Crediamo molto nelle potenzialità del lungolago di Pallanza – conclude Olga – e confidiamo nel rifacimento della piazza annunciato dal Comune".

Nella foto sopra, lo staff del Vincent bistrò con la famiglia Baiardo in prima fila, lo chef Stefano e il suo omonimo assistente, Enrico e Marsida che si occupano della sala. Nella foto sotto il passaggio di generazione: da nonno Vincenzo al nipotino Vincenzo.

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